Sinistri stradali, azione per il risarcimento del danno e ripartizione dell’onere probatorio

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In tema di sinistro stradale, il danneggiato che agisca per il risarcimento dei danni subiti in conseguenza di una caduta avvenuta, mentre circolava sulla pubblica via alla guida del proprio ciclomotore, a causa di una grata o caditoia d’acqua, è tenuto alla dimostrazione dell’evento dannoso e del suo rapporto di causalità con la cosa in custodia, non anche dell’imprevedibilità e non evitabilità dell’insidia o del trabocchetto, né della condotta omissiva o commissiva del custode, gravando su quest’ultimo, in ragione dell’inversione dell’onere probatorio che caratterizza la responsabilità ex articolo 2051 cod. civ., la prova di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire che il bene demaniale presentasse, per l’utente, una situazione di pericolo occulto, nel cui ambito rientra anche la prevedibilità e visibilità della grata o caditoia.

  • Responsabilità civile – Sinistro stradale verificatosi su strada aperta al pubblico transito – Danni subiti dagli utenti per omessa o insufficiente manutenzione – Responsabilità ex articolo 2051 cod. civ. dell’ente proprietario – Configurabilità – Condizioni (Corte cassazione, sezione III, sentenza 12 aprile 2013 n. 8935)

L’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile, ai sensi dell’articolo 2051 cod. civ., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse in modo immanente alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, indipendentemente dalla sua estensione, salvo che dia la prova che l’evento dannoso era imprevedibile e non tempestivamente evitabile o segnalabile.

  • Responsabilità civile – Responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia – Beni demaniali – Responsabilità della P.A. ex articolo 2051 cod. civ. – Prova liberatoria – Caso fortuito – Fattore di pericolo creato da cause estrinseche ed estemporanee create da terzi – Prova della non conoscibilità né eliminabilità con immediatezza, neppure con la più diligente attività di manutenzione (Corte cassazione, sezione III, sentenza 12 marzo 2013, n. 6101)

La responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia, di cui all’articolo 2051 cod. civ., opera anche per la P.A. in relazione ai beni demaniali, con riguardo, tuttavia, alla causa concreta del danno, rimanendo l’amministrazione liberata dalla medesima responsabilità ove dimostri che l’evento sia stato determinato da cause estrinseche ed estemporanee create da terzi, non conoscibili né eliminabili con immediatezza, neppure con la più diligente attività di manutenzione, ovvero da una situazione la quale imponga di qualificare come fortuito il fattore di pericolo, avendo esso esplicato la sua potenzialità offensiva prima che fosse ragionevolmente esigibile l’intervento riparatore dell’ente custode.

  • Responsabilità civile – Responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia – Beni demaniali – Strade aperte al pubblico transito – Responsabilità della P.A. ex articolo 2051 cod. civ – Configurabilità – Presupposti – Alterazione della cosa, determinante la cd. insidia o trabocchetto, e imprevedibilità e invisibilità di tale alterazione – Necessità – Ripartizione dell’onere probatorio (Corte cassazione, sezione III, sentenza 13 luglio 2011 n. 15389)

La disciplina di cui all’articolo 2051 cod. civ. è applicabile agli enti pubblici proprietari o manutentori di strade aperte al pubblico transito in riferimento a situazioni di pericolo derivanti da una non prevedibile alterazione dello stato della cosa; detta norma non dispensa il danneggiato dall’onere di provare il nesso causale tra cosa in custodia e danno, ossia di dimostrare che l’evento si è prodotto come conseguenza normale della particolare condizione, potenzialmente lesiva, posseduta dalla cosa, mentre resta a carico del custode, offrire la prova contraria alla presunzione “iuris tantum” della sua responsabilità, mediante la dimostrazione positiva del caso fortuito, cioè del fatto estraneo alla sua sfera di custodia, avente impulso causale autonomo e carattere di imprevedibilità e di assoluta eccezionalità.