Malasanità un danno imputabile

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MALASANITÀ E RISARCIMENTO

I dati della Commissione tecnica sul rischio clinico istituita dal Ministero della Salute confermano che in Italia si verificano ogni anno circa 320.000 morti a causa di malasanità, con una media giornaliera di circa 90 pazienti deceduti.
Almeno il 50% dei decessi sarebbe evitabile.
Il 70% degli eventi dannosi in materia è attribuibile a difetti organizzativi e carenze delle strutture, mentre il restante 30% è dovuto a cause umane (errori professionali).
Le cause più diffuse sono il sovradosaggio di farmaci e lo scambio tra pazienti.
Inoltre, circa 500.000 pazienti su 9.500.000 ricoverati l’anno sono vittima di una infezione contratta in nosocomio.
Si stima che la mortalità per infezione ospedaliera sia compresa tra il 3% e il 5% dei pazienti ospedalizzati.

Ecco le principali cause di Malasanità:

– Negligenze / imperizie / imprudenze
– Carenze organizzative delle strutture
– La mancata previsione di un sistema di gestione del rischio
– I tagli continui alle risorse della sanità
– Sprechi di denaro
– Superficialità

I settori più a rischio sono i seguenti:

– Anestesia
– Chirurgia generale
– Chirurgia estetica
– Ginecologia e ostetricia
– Oculistica
– Odontoiatria
– Oncologia
– Ortopedia

Quanto tempo si ha a disposizione per richiedere il risarcimento per malasanità?

10 anni di tempo se si invoca la responsabilità contrattuale nei confronti della struttura sanitaria (ex art 1218 c.c.).
5 anni se si vuole richiedere il risarcimento dei danni nei confronti esclusivi di un medico (ex art. 2043 c.c.).

SANITÀ

Evento avverso

Danno o disagio imputabile, anche se in modo involontario, alle cure mediche prestate durante il periodo di degenza, che causi un prolungamento della degenza stessa, un peggioramento delle condizioni di salute o la morte.
(IOM, To err is human, kohn, 1999)

Secondo una visione tradizionale gli operatori in campo sanitario non devono commettere errori: l’errore medico, infatti, è ancora considerato una colpa dell’individuo.

In realtà bisogna pensare che l’errore medico è spesso l’evento conclusivo di una complessa catena di fattori organizzativi, strutturali, ambientali e umani nella quale il contributo dell’individuo che lo ha effettivamente commesso, è solo l’anello conclusivo e non necessariamente il maggior responsabile. Tra tutti i fattori, tuttavia, uno non sempre è prevedibile e prevenibile: l’errore umano.

L’errore è l’atto di giudicare vero ciò che è falso o falso ciò che è vero o lo stato di chi prende il falso per il vero e viceversa. La parola stessa, porta con sé sempre connotazioni negative e viene associata al concetto di “colpa” anziché rappresentare un comportamento che devia dal proponimento iniziale.

Il problema dell’errore, uno dei più difficili in filosofia, è stato oggetto di dissertazione da parte di molti filosofi. Per Platone, ad esempio, l’errore è involontario: il colpevole agisce per ignoranza. In antitesi Aristotele argomentò in favore della sua volontarietà. Bacone tentò di individuare le sue fonti, ma il problema della possibilità dell’errore conoscitivo come tale nacque con Cartesio. La sua dottrina è vasta e completa: l’errore come male è nella volontà. Altri filosofi argomentarono sull’errore, sulle sue origini, sulla sua essenza. Esso, semplicemente, deve essere considerato una normale e fisiologica componente delle funzioni cognitive e gioca un ruolo importante nell’apprendimento e nell’esperienza personale.
E’ stato dimostrato che, anche in condizioni leali, la performance in mansioni molto complicate, è raramente perfetta. In medicina, come anche in altre discipline, un errore umano può sfociare in un evento estremamente negativo o, per usare le parole di Chems, “un incidente è un errore con gravi conseguenze”.

La Sanità e il programma di Risk Management

Probabilmente è giunto il problema di inquadrare non solo oggettivamente ma anche serenamente, senza cioè pregiudizi etico-giuridici o paternalistici, il problema dell’errore nel capitolo della responsabilità medica. Per far ciò viene in aiuto la messa a punto del programma di Risk Management basato sull’approccio per processi che possa permettere, ad esempio, l’individuazione delle aree critiche, l’individuazione di standard qualitativi da applicare e monitorare costantemente al fine di riconoscere e prevenire l’errore, l’implementazione ed attuazione di un piano aziendale strategico, lo sviluppo di un programma di informazione e formazione (gruppi di discussione sugli errori, utilizzo degli Audit interni e processi di Benchmarking su indicatori di performance clinica, etc.). In tal senso il ruolo del Risk Manager in sanità deve essere quello di colui che coordina, unisce ed applica le Procedure della Qualità e di Appropriatezza alla buona pratica medica. La prevenzione delle cause degli errori medici, tuttavia, richiede impegno e programmi specifici da parte dei livelli sanitari a monte dei singoli operatori che operano a contatto con il paziente.
Il sistema sanitario è un sistema complesso per diverse variabili al pari di altri sistemi quali le centrali nucleari e l’aviazione. Poiché in ogni organizzazione complessa l’errore e la possibilità di un incidente non sono eliminabili, devono essere utilizzati tutti gli interventi possibili perché siano, per lo meno, controllabili.