Alla vittima danno biologico senza tagli

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Il giudice, che decide sul rapporto tra vittima e responsabile del fatto illecito, non può liquidare il danno biologico decurtandolo da quanto già pagato dall’Inail per retribuzioni non percepite o spese mediche anticipate.

La Cassazione (sentenza 17407) nega la possibilità di tagliare l’indennizzo alla vittima di un incidente stradale e supporta il no alla decurtazione di retribuzioni “mancate” e spese mediche anticipate con due ragioni.
-La prima sta nel divieto posto dall’articolo 142 del Codice delle assicurazioni che afferma il principio dell’intangibilità del diritto al risarcimento del danno biologico da parte dell’assicuratore sociale, a meno che quest’ultimo abbia indennizzato lo stesso tipo di pregiudizio.
-La seconda si ricava dall’interpretazione dell’articolo 1916 del Codice civile, recepita dalla Corte costituzionale.

Questa ha affermato l’illegittimità dell’articolo 1916 del Codice civile per la parte in cui consente all’assicuratore di avvalersi, nell’esercitare il diritto di surrogazione nei confronti del terzo responsabile «anche delle somme da questo dovute all’assicurato a titolo di risarcimento del danno biologico».
La Cassazione ribadisce che la necessità di spendere denaro per curarsi e l’impossibilità di lavorare durante la malattia e la convalescenza sono pregiudizi effettivamente patiti, rispetto ai quali la vittima deve essere tenuta indenne dall’assicuratore sociale.
(di Patrizia Maciocchi – Quotidiano del Diritto)